Opalforge nasce da un'idea semplice. Creare uno spazio dove lo yoga tornasse a essere quello che dovrebbe: una pratica personale, non un corso di ginnastica con sottofondo musicale.
A Livorno mancava un posto così. C'erano palestre con sale affollate, corsi da trenta persone dove l'insegnante non aveva modo di vedere come stavi eseguendo una posizione. Noi volevamo qualcosa di diverso. Gruppi piccoli, massimo dieci partecipanti, con il tempo di osservare, correggere, adattare.
Il nome riflette il nostro approccio. Come nella forgiatura, il lavoro richiede calore, pressione e pazienza. Non esistono scorciatoie. Ogni corpo ha le sue caratteristiche, i suoi limiti, le sue possibilità. Il nostro compito è accompagnare questo processo, non forzarlo.
Abbiamo scelto Piazza Matteotti perché volevamo essere nel cuore della città. Raggiungibili a piedi, in bicicletta, con i mezzi. Lo yoga non dovrebbe richiedere mezz'ora di macchina.
Oggi lo studio funziona con un calendario che copre mattina, pomeriggio e sera. Chi lavora trova posto. Chi studia trova posto. Chi ha orari imprevedibili può prenotare sessioni individuali.